CONFLICT MINERALS

Il 17 maggio 2017 è stato emanato il Regolamento Europeo 2017/821 che stabilisce obblighi in materia di doveri di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell’Unione di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali e di oro, proveniente da zone di conflitto o ad alto rischio. Nella fattispecie, si fa riferimento alla Repubblica Popolare del Congo e ai paesi vicini all’Africa centrale.
Detto documento è stato legiferato prendendo come esempio la legge statunitense sui conflitti legati ai minerali, il Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act, emanato nel luglio del 2010.

OBIETTIVI

Il regolamento dell’UE mira a:
• garantire che gli importatori dell’UE di 3TG (stagno, tungsteno, tantalio e oro) soddisfino le norme internazionali sull’approvvigionamento responsabile stabilite dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE);
• rafforzare il criterio di “dovere di diligenza”;
• garantire che le fonderie e raffinerie di 3TG si approvvigionino in modo responsabile;
• contribuire a spezzare il legame tra conflitto e sfruttamento illegale dei minerali;
• contribuire a mettere fine allo sfruttamento e agli abusi ai danni delle comunità locali (compresi i lavoratori delle miniere), sostenere lo sviluppo locale.

SETTORI DI RIFERIMENTO PER I 3TG

I così detti “materiali provenienti dalle zone di conflitto”, sono utilizzati per la fabbricazione di prodotti di uso quotidiano, come ad esempio la produzione di schede elettroniche (Reg. art. 8, 9).
I settori coinvolti sono:
• Elettronico
• Meccanico
• Orafo e metalli preziosi
• Galvanico
• Accessori per la Moda

FINALITA’

Le finalità del Regolamento sono:
• ridurre le possibilità per i gruppi armati e le forze di sicurezza di praticare il commercio dei conflict minerals;
• garantire che gli importatori dell’Unione, le fonderie e le raffinerie situate in zone di conflitto o ad alto rischio eseguano le attività di approvvigionamento in maniera trasparente e sicura;
• eliminare il lavoro minorile, migliorare le condizioni dei lavoratori e ridurre al minimo gli episodi di violenze e sfruttamento;
• garantire la trasparenza e la sicurezza relativamente alle pratiche di approvvigionamento degli importatori dell’Unione, delle fonderie e delle raffinerie in zone di conflitto e ad alto rischio.

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